Luigi D'Alise

GIORNALISTA FREELANCE
giovedì, 19 novembre 2009

GIORNALISTI FREELANCE, INFORMAZIONE DISCOUNT

La qualità dell’informazione italiana, l’autonomia dei media e le condizioni lavorative dei giornalisti a confronto con gli standard europei. Questo, in sintesi, il tema del dibattito promosso dall’Usgf, la neonata Unione sindacale dei Giornalisti freelance, a Roma, giovedì 26 novembre.
Il convegno, dal titolo “Informazione discount: senza tutele verità a rischio. Una soluzione europea per i freelance?” si terrà presso la sala delle Bandiere del Parlamento Europeo. Sono stati invitati a partecipare il deputato europeo Graham Watson, il direttore della  European Federation of Journalists Renate Schroeder, il direttore del Centro studi sul Parlamento della Luiss Andrea Manzella e il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti. Per l’Usgf, promotore dell’iniziativa, interverrà la giornalista freelance Simona Fossati. A moderare il dibattito ci sarà l’inviato di guerra freelance Barbara Schiavulli.
“Come nuovo soggetto sindacale dei freelance l’Usgf – spiega Simona Fossati – si interroga sulla condizione generale in cui operano i giornalisti italiani e sul rapporto fra qualità dell’informazione e libertà dell’informazione. Il 50% dei media nel nostro Paese, televisioni, quotidiani, periodici e testate online, sono realizzati da giornalisti senza contratto, senza tutele e quasi sempre sottopagati. Un mercato editoriale simile, dove i giornalisti non hanno garanzie professionali di alcun tipo, può dare ai cittadini un’informazione autorevole e di qualità? Secondo noi, senza tutele sindacali e remunerazioni adeguate, chi lavora alle notizie non è nelle condizioni ottimali per svolgere un servizio. Con questo dibattito vogliamo confrontarci con l’Europa e comprendere meglio gli scenari in cui operano i colleghi dell’informazione negli altri Paesi”.
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categoria: media, comunicazione, editoria, giornalismo, informazione


giovedì, 05 novembre 2009

GOOGLE E IL MONOPOLIO DELLA CONOSCENZA

“Don't be evil”, non fare mai del male è il motto dei fondatori di Google. Sarà, e noi vogliamo crederci ma, come sottolinea anche Massimo Gaggi, sul Corriere della Sera, il problema resta, la più famosa azienda informatica al mondo, con il passare del tempo, sta diventando un monopolista sempre più forte e agguerrito.
Nel mercato delle telecomunicazioni e in particolare nel settore di internet, l'azienda americana ha acquisito un prestigio e una forza difficili da eguagliare per qualsiasi altro operatore. I problemi relativi alla sicurezza e alla privacy sono molto difficili da risolvere. Con l'avvento delle nuove tecnologie dell'informazione il mondo cambia velocemente e spesso ci sono dei vuoti giuridici che contribuiscono ad accelerare questi processi.
Google è il primo motore di ricerca su internet e i suoi servizi di posta elettronica, con la casella gmail, intercettano gran parte delle esigenze degli internauti. A questo bisogna aggiungere tutti i servizi offerti come la biblioteca universale, Google news, archivi digitali di ogni genere, da quelli sanitari a quelli video,YouTube, per finire con gli investimenti fatti nel settore della topografia e cartografia on line, l'usatissimo Google maps, al quale si è aggiunto negli ultimi anni anche Google earth. Questo universo industriale è in realtà un universo di informazioni, il prodotto che “vende” Google è l'informazione. La nostra è stata definita la società della conoscenza e a ben vedere molto di questo sapere è gestito e controllato da pochi gruppi economici. Nel mondo della rete, l'azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin, rischia di diventare una minaccia per la privacy di almeno un miliardo di persone che ogni giorno usano il computer per lavoro, hobby, acquisti e ricerche varie. Molti osservatori denunciano che Google, raccogliendo dati di tutti i generi su ogni utente che usa i suoi servizi, può e già lo fa, creare dei profili specifici ad personam per marketing commerciale mirato oppure, ancora peggio, sfruttare informazioni sensibili per creare banche dati totalmente fuori controllo. Poi c'è il capitolo della sicurezza: infatti il futuro per la rete è rappresentato da miliardi di gigabyte di memoria on line, allocata su server sparsi nei luoghi più vari della terra, che consentono un elevato livello di occultamento e pirateria informatica mai visti prima.  Senza parlare delle nuove questioni giuridiche, che ancora non sono stare risolte del tutto, come  la tematica dei diritti d'autore, la portabilità dei software e la possibilità di risalire ad una identità certa di chi usa la rete.
Tutti ci sentiamo più liberi e apparentemente più protetti dietro i nostri pc, il campo delle operazioni eseguibili da un terminale aumentano giorno dopo giorno, ma la realtà è che la vulnerabilità  di questi sistemi è ancora molto alta e a volte alcune persone rimangono “intrappolate” negli stessi sistemi che erano nati per fargli risparmiare tempo.
C'è da vigilare, ma una cosa è certa, i monopoli non hanno mai fatto bene al mercato e quando questi sono della conoscenza allora è in serio pericolo la libertà di tutti noi.
(Alberto Attardi) 

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categoria: comunicazione, tecnologie


martedì, 27 ottobre 2009

LE NUOVE “VOCI” DELL’IMMIGRAZIONE

Pochi lo sanno, ma oggi in Italia c'è una viva e variegata realtà editoriale rivolta ad un pubblico spesso sottovalutato dai media: persone immigrate che vivono e lavorano sul nostro territorio, con lingue e culture diverse dalle nostre. La costellazione mediatica  ha al suo attivo un totale di 146 mezzi di comunicazione rivolti a comunità straniere in Italia: 63 pubblicazioni cartacee, 59 emittenti radiofoniche e 24 televisive. Un esempio può essere il nuovo mensile “Pagine ebraiche”, diffuso in trentamila copie. L'origine di questi dati si incontra nel lavoro “Un diverso parlare. Il fenomeno dei media multiculturali in Italia” di Anna Meli del Cospe (Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti) e Marcello Maneri, docente di sociologia all'università Bicocca di Milano. Si scopre così che la radio è il primo strumento di comunicazione con cui si organizzano le minoranze, soprattutto grazie ai suoi costi bassi e alla garanzia di facile accesso. C'è poi la questione della lingua: alcuni preferiscono usare solo la lingua di origine (in particolare nella stampa) altri l'italiano per parlare ad un pubblico più vasto. Questa è una scelta strategica, sostiene Meli: infatti chi sfrutta anche l'italiano come lingua, spesso vuole dare un immagine diversa dell'immigrazione, più consapevole e meno stereotipata. Ci sono poi fattori economici vitali per queste iniziative. Molte volte alle spalle di questi organi di informazione incontriamo realtà come l'Ucei, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, oppure anche case editoriali come  Nur che pubblica dal 2005 guide turistiche in lingua araba.All'inizio le difficoltà per entrare in questo mercato sono enormi, soprattutto nel procurarsi sostegni  e finanziamenti, la sola differenza linguistica è quasi sempre un discrimine difficile da superare. Ma forse è ora, anche in Italia, di dotarsi di regole chiare accettando la nostra realtà multiculturale.
(Alberto Attardi)

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categoria: cultura, editoria, giornalismo, informazione, societĂ 


lunedì, 26 ottobre 2009

PASTICCIACCIO AFGANO

Si avvicina la data del 7 novembre, quando gli afgani - tra mille problemi - si recheranno al turno di ballottaggio per eleggere il nuovo presidente.
Dopo un lungo braccio di ferro, spiega Der Spiegel - la rivista tedesca con la maggior tiratura - l'uscente Hamid Karzai, ha ceduto alle pressioni dei paesi occidentali, accettando il secondo turno che lo vede schierato contro l'ex ministro degli esteri Abdullah Abdullah.
In precedenza, informa il quotidiano britannico The Guardian, la Ecc, la commissione per i ricorsi elettorali, organismo legato alle Nazioni Unite, aveva annullato oltre 950mila schede a favore di Karzai, per evidenti brogli.
Una vicenda che ha finito per indebolire la fiducia del popolo afgano nella democrazia.
(Luigi D'Alise)
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categoria: politica, diritti


venerdì, 23 ottobre 2009

ROMA FARMERS MARKET

Un mercato settimanale con prodotti agricoli locali, freschi e di stagione, a “km 0”, perché venduti direttamente dai produttori locali.
L’iniziativa è della Coldiretti che, presso l'antico mercato ebraico del pesce al Circo Massimo, in pieno centro di Roma apre il primo punto d’incontro al coperto fra produttori agricoli e consumatori, il cosiddetto farmers market.
Domani, a partire dalle ore 10 e trenta, in via San Teodoro 74, ad arricchire i banchi ricolmi di prodotti del territorio ci sono anche una fattoria didattica dove i bambini imparano a conoscere la campagna mentre i grandi fanno la spesa, l’angolo banco delle zucche di Halloween e il gelataio con i gusti a base di materie prime locali sono alcune delle attrazioni proposte.
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categoria: ambiente, consumi


giovedì, 08 ottobre 2009

7 KM DA GERUSALEMME

Ricevo e pubblico.

7kmUn libro, un film.
Nessuno l’ha letto, nessuno l’ha visto.
Eppure tra le note di quel libro c’è la nostra esistenza, il percorso del nostro quotidiano, le turbolenze del nostro animo.
Nella fotografia del film c’è l’intera umanità, nello sguardo degli attori c’è l’autenticità di un mistero, nella scenografia c’è il profumo dei deserti della Siria.
Le scene del film sono interamente girate a Torino ed in Siria.
L’autore del libro è Pino Farinotti, giornalista e critico cinematografico.
Il regista è Claudio Malaponti. Il film fu messo in distribuzione nelle sale cinematografiche nel maggio 2006. L’uscita fu ritardata a causa di una denuncia da parte della Coca Cola che s’indignò perché il Gesù in una scena si dissetava  con la famosa bevanda.                 
Un’opera di così alto livello meriterebbe almeno uno sguardo
Il Gesù di Malaponti è un compagno di viaggio. Alessandro Forte, interpretato da Luca Word è un pubblicitario in crisi privata e professionale. Un biglietto aereo che giunge nelle sue mani in modo del tutto inatteso, lo spinge a recarsi a Gerusalemme. Qui, sulla via di Emmanus fa un incontro con un uomo che afferma di essere Gesù. Inizierà un lungo dialogo tra i due, sono molte le domande che  Alessandro volge al suo compagno di viaggio. Sono altrettante le riflessioni . Al suo rientro a Torino Alessandro farà un percorso nuovo…
Il protagonista Luca Word è uno di quegli attori il cui carisma  ed il magnetismo fuoriescono dallo schermo fino a coinvolgere magicamente lo spettatore, la sua voce calda e coinvolgente conferma la sua notorietà nella professione di doppiatore. La sua voce è quella di Russel Crowe e Pierce Brosnan.
L’attore che interpreta Gesù è un volto completamente sconosciuto, il regista lo incontrò in un bar e rimase colpito dai suoi lineamenti. Alessandro Etrusco, questo è il suo nome, di professione fa il geometra a Milano. Il regista è stato talmente bravo da ricavarne un attore di buona qualità.
Nel cast c’è anche Isa Barsizza, prevalentemente un’attrice di teatro, ha lavorato con Totò e con i fratelli De Filippo. E’ perfetta nel ruolo che ricopre, austera e dolce al punto giusto.
Insomma ogni attore in questo film ha la faccia adatta e il talento adeguato ma la capacità del regista è stata di mettere insieme ottimi ingredienti per realizzare un pranzo prezioso e delicato. Si potrebbe dire un’ l’ultima cena…. prima di farsi vedere ad Emmaus ( a sette miglia da Gerusalemme).
I dialoghi e le scene del film discostano pochissimo dal testo del romanzo. Chi ha preparato la sceneggiatura ha dovuto inventare ben poco.
 “Il film non è in linea con i contenuti del cinema italiano attuale” ha dichiarato  la critica cinematografica italiana. La stessa dichiarazione la confermo anch’io!
 La critica in Siria  è stata molto accogliente, addirittura il produttore in Siria Nabil Toumeh ha deciso di acquistare i diritti per lo sfruttamento del libro di Farinotti in tutti i paesi Arabi. Un bel coraggio di questi tempi !
Attualmente nei film italiani di larga diffusione ci sono attori  “figli di”. E di registi, altrettanto. E’ gente del mestiere non c’è dubbio, ma il talento?
Con un pizzico di cattiveria e una dose di criticità mi vien da dichiarare che fa bene il popolino ad andare a vedere questi filmetti da cassetta. E’ probabile che le prossime generazioni di attori italiani continueranno ad avere lo stesso cognome e discenderanno dalla stessa stirpe,  ma il cinema italiano non rivedrà più lo splendore di un tempo e continuerà a stagnare nei secoli dei secoli.” Neanche più un talento…e se qualcuno ne scopre uno…tanto nessuno ne parla
7 km da Gerusalemme: nessuno l’ha letto, nessuno l’ha visto, nessuno ne parla.
                      
Loredana Gerace                                                



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categoria: cultura


venerdì, 25 settembre 2009

UNA TASSA SULLE NOTIZIE

Tassare le connessioni internet degli utenti, per rimborsare gli editori dei mancati introiti di news online, fruibili da tutti gratuitamente. La proposta di Carlo de Benedetti, presidente del gruppo Espresso, lanciata ieri dalle pagine del Sole 24 Ore fa discutere. E le risposte non si sono fatte attendere.
Tra queste quella di Kenneth Estenson, vice presidente di Cnn.com. "Se si deve far pagare l'informazione - ha detto - la si faccia con approfondimenti ed analisi".
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categoria: media, giornalismo, tecnologie, informazione


venerdì, 25 settembre 2009

CORTESIE PER GLI OSPITI


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categoria: politica


venerdì, 11 settembre 2009

CITTA' PIU' VERDI

Una buona notizia. E’ aumentata del 6 per cento la disponibilità di verde urbano per abitante nelle città, a partire dal 2000, raggiungendo una superficie di 93,6 metri quadrati per abitante nel 2008.
E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat divulgata in occasione del Flormart, il salone internazionale del florovivaismo e del giardinaggio di PadovaFiere.
Per l’insieme dei comuni capoluoghi di provincia, la densità calcolata come percentuale di verde urbano sulla superficie comunale, risulta essere pari all’ 8,3 per cento, anch’essa in aumento del 6 per cento rispetto al 2000. Nella classifica delle città piu’ verdi in termini di densità di superficie si posizionano Pisa (71,9 per cento), L’Aquila (45,6 per cento), Biella (35,0 per cento), Massa (34,6 per cento) e Palermo (31,6 per cento). I
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categoria: ambiente


venerdì, 28 agosto 2009

BIMBI A BORDO

Portare i bambini in automobile e concentrarsi sulla guida non è sempre facile visto che spesso i più piccoli tendono a muoversi e a non stare seduti. Ma tutelare la loro sicurezza è fondamentale perché in caso di incidente sono proprio i bambini a essere più esposti ai rischi. Il monito è della polizia di Stato che spiega in una nota come, secondo le statistiche, ogni anno in Italia più di 8 mila bambini, sotto i 13 anni, rimangono coinvolti in incidenti stradali.
L'articolo 172 del codice della strada prevede l'utilizzo dei dispositivi di ritenuta per bambini che è essenziale in caso d'incidente ma anche in occasione di improvvisi cambi di velocità o di marcia. E in caso di incidente grave un bambino correttamente sistemato su un seggiolino ha il 69 per cento delle probabilità in meno di morire. Nonostante questo molti genitori continuano a tenere in braccio i bimbi sui sedili anteriori con grave rischio per la loro incolumità.
I dispostivi utilizzabili sono di due tipi, ricorda la polizia di Stato: seggiolini (fino a 36 kg di peso) e adattatori, piccoli sedili che, sollevando i bambini, permettono di utilizzare i normali sistemi di ritenuta presenti a bordo (oltre 18 kg). Quando si utilizza l'adattatore la cintura di sicurezza dell'auto deve essere fatta passare sotto le alette poste ai lati del sedile, in senso longitudinale al torace. Il seggiolino o l'adattatore devono essere omologati: ci deve essere un'etichetta con gli estremi dell'omologazione.
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categoria: diritto







Chi sono

Utente: agopress
Nome: Luigi D'Alise


Giornalista professionista freelance, sono laureato in Lettere moderne, con indirizzo musica, spettacolo e comunicazioni di massa.
Dal 1990 collaboro con testate giornalistiche - cartacee, radiotelevisive e telematiche - e sono responsabile dell'ufficio stampa di enti pubblici, aziende e associazioni.
Nel 1998 ho ideato e fondato la Ago Press, un'agenzia che fornisce prodotti e servizi per l'informazione, la comunicazione e l'editoria.

Sono direttore responsabile dell’agenzia di informazione AGO Agenzia Giornalistica Online e di varie testate periodiche.



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